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Un mostro per Babbo Natale di Eleonora C. Caruso: come sconfiggere le paure

Si sa, il Natale era più magico quando eravamo bambinə, quando aspettavamo Babbo Natale, quando credevamo nell’incanto delle feste. 

 

Più diventiamo grandi, più il Natale si colora di una leggera malinconia, fatta di ricordi e pensieri dedicati ai momenti felici di un passato che non può tornare, un passato che si è portato via anche tante persone che amavamo e che ci mancano.

 

Per me, però, anche la malinconia è speciale, e il Natale conserva la sua pallida atmosfera di calore e speranza per un anno nuovo fatto di pace, per quanto possibile, e serena accoglienza delle novità. Ovviamente, le decorazioni a tema aiutano a immergersi nell’entusiasmo natalizio: le luci colorate, i film d’amore trasmessi ovunque in televisione durante il periodo delle feste, il tè e la cioccolata calda, l’albero addobbato, le canzoni natalizie, le serate in compagnia di amici e famiglia, i regali (non so voi, ma a me piace di più farli che riceverli: non c’è niente di meglio che passare giorni a scegliere il regalo perfetto per una persona e poi impacchettarlo con amore). 

 

Tuttavia, per provare a godermi meglio l’incantesimo del Natale, quest’anno ho deciso di tornare piccola e gustarmi un delizioso libro per bambinə. La scelta è ricaduta su “Un mostro per Babbo Natale” di Eleonora C. Caruso, edito Marietti Junior, che non ha disatteso le mie aspettative e mi ha fatto tornare ragazzina per un po’. 

 

Solo sfogliarlo è già un’esperienza meravigliosa: le illustrazioni di Maurizia Rubino accompagnano la lettura rendendola speciale pagina dopo pagina, permettendo a chi legge la storia di immergersi nel calore dell’avventura.

 

Il libro fa parte della collana “Mostro Mio”: a curarla è, appunto, Eleonora “CaskaLangley” Caruso, scrittrice, saggista, sceneggiatrice ed esperta di manga. La serie comprende, oltre a “Un mostro per Babbo Natale”, altri tre libri: “Quel puzzone del mio mostro”, “Il mio mostro spacca… i timpani” e “Chi ha paura di Halloween?”. 

 

Protagonista delle storie di Caruso è la Squadra Calmamostri, composta da Leo, Ollie, Ren e Mia: ognuno di loro è costantemente accompagnato da un mostriciattolo personale che rappresenta la loro paura più grande, invisibile al resto delle persone; il loro compito è quello di combattere i Megamostri, cioè quelle paure andate fuori controllo, e di aiutare i bambini e le bambine a conviverci e a superarle.

 

Ma quest’avventura di Natale inizia proprio così: un corriere anzianotto bussa alla porta di casa di Leo e, dopo aver distratto il suo papà facendo sparire tutte le penne della casa, si dimostra capace di vedere i mostri invisibili e rivela di essere Babbo Natale, giunto fin lì per chiedere ai bambini di aiutarlo a consegnare i regali. 

 

Il vecchio dalla barba bianca è infatti tormentato da una schiera di terribili Megamostri, un gruppo di pupazzi di neve spaventosi: Babbo Natale confessa alla Squadra Calmamostri che la colpa è della bufera di neve che infuria, e che ha risvegliato una sua sepolta paura fanciullesca.

 

Le avverse condizioni climatiche, infatti, rendono difficile il lavoro di Babbo Natale (la manutenzione della fabbrica, la cura delle renne, la consegna dei regali!), e portano l’anziano a ripensare a quando, da bambino, i genitori, i nonni e l’insegnante lo torturavano con domande e intimazioni sul lavoro che avrebbe dovuto svolgere una volta adulto. In sostanza, il Megamostro che adesso lo tormenta rappresenta la sua paura incontrollata di non poter più svolgere le sue mansioni e di essere… inutile.

 

La Squadra Calmamostri aiuterà Babbo Natale ad affrontare la sua peggiore paura e salverà il Natale per tuttə lə bambinə del mondo: “Un mostro per Babbo Natale”, così come tutta la collana “Mostro Mio”, è un dono prezioso che, con la sua semplicità, insegna a grandi e piccolə a non lasciarsi sopraffare da ciò che si teme, perchè le paure diventano pericolose solo quando glielo permettiamo noi. 

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