The Witcher 2
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The Witcher 2 – evoluzione delle personagge

The Witcher 2, su Netflix dal 17 dicembre, ha scalato la Top Ten della piattaforma. In questo articolo analizziamo l’evoluzione delle sue personagge.

 

Yennefer di Vergenberg

Anya Chalotra riprende il ruolo della maga Yennefer e si riconferma come una delle migliori interpreti della serie. Alla fine della prima stagione, Yennefer aveva attinto alla magia del fuoco, sconfiggendo così le truppe di Nilfgaard e salvando, di fatto, i combattenti nella battaglia di Colle Sodden. Tuttavia, l’utilizzo di questa magia l’ha prosciugata completamente dei suoi poteri e nella seconda stagione, la maga è più vulnerabile che mai.

 

Nella prima stagione, abbiamo osservato la sua crescita, dalla ragazza piena di rabbia e desiderosa di ottenere potere alla seducente strega capace di ammaliare chiunque incontrasse. Yennefer deve anche accettare di non essere mai in grado di generare un figliə e la rinuncia alla maternità è un altro dei momenti più duri per lei. Al contempo, le permette di comprendere che ha un’eredità da lasciare: salvare Tissaia e glə altrə maghə dalla morte a Sodden. Rispetto alla prima stagione, Yennefer ha un ruolo minore in questi episodi e anche la sua storyline risulta sacrificata rispetto a Geralt e Ciri. In generale, questo è per lei un momento di transizione: dopo aver raggiunto una potenza straordinaria, si ritrova a perdere ogni cosa.

 

Anya Chalotra nel ruolo di Yennefer (Credits: Netflix)

Anya Chalotra ci regala una Yennefer più vulnerabile, furiosa certo, ma ammantata da una fragilità nuova, diversa dalla rabbia giovanile o dal furore che l’aveva spinta a tentare di diventare la dimora vivente di un genio. Questa nuova fragilità si riflette anche nel suo abbigliamento: smessi gli abiti sontuosi da cortigiana, le tinte rosso scuro sulle labbra e i capelli fluenti, ora Yennefer sembra quasi volersi nascondere in abiti più pratici, sempre perfettamente in tinta con il viola dei suoi occhi e la sua carnagione, ma meno vistosi e che la coprono spesso interamente, mentre nella prima stagione il portamento fiero era sottolineato anche da abiti che le lasciavano scoperte le spalle e il collo. La Yennefer della seconda stagione è anche più consapevole di ciò che ha perso e delle ferite che si porta dietro, più saggia in certi contesti, ma non meno egoista, tanto che la tentazione di consegnare Ciri alla Madre Immortale pur di riottenere i poteri è forte. Tuttavia, il legame – forse frettoloso e non ancora adeguatamente approfondito – che si instaura con la ragazza le impedisce di portare a termine il compito e le permette di acquisire un’allieva e un’amica a cui insegnare le arti magiche.

 

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Cirilla di Cintra

In The Witcher 2 una personaggia che ha avuto un ruolo e un approfondimento davvero interessante è la principessa Cirilla (Freya Allan). La seconda stagione è per lei una sorta di coming of age perché oltre a iniziare un addestramento per imparare a combattere e a controllare i suoi poteri, scopre qualcosa di più di se stessa e di chi intende diventare. Cirilla, come molte adolescenti, non ha ancora un’identità precisa, ma spesso imita i comportamenti dei modelli parentali (Geralt o Triss) e cerca di compiacerli e di assomigliarli il più possibile. Così, al suo arrivo a Kaer Morhen, la ragazza sembra quasi voler sotterrare la parte più tenera e “femminile” di sé, scegliendo invece di dedicarsi anima e corpo a un allenamento massacrante e intenso, nutrendosi come i Witcher più anziani di semi che non riescono a sostenerla e che, come viene implicato da Triss Marygold, rischiano di bloccare la sua crescita e la presenza del ciclo mestruale.

 

Freya Allan nel ruolo di Cirilla (Credits: Netflix)

Ciri attraversa perciò una fase in cui sceglie di identificarsi solo con la figura paterna (Geralt), annullando quella parte di lei che è considerata debole dai compagni Witcher. La presenza di altre figure femminili come Triss e successivamente Yennefer le aprono gli occhi e la spingono a cercare un equilibrio tra forza e gentilezza, tra l’ornare i suoi capelli con fiori e gestire un enorme potere. Ciri, insomma, impara ad accettare ogni lato di sé, realizza che, come sua nonna, può indossare bei vestiti e andare in battaglia a trucidare i nemici.

 

The Witcher 2 – Fringilla

Fringilla (Mimî M. Khayisa) è la personaggia che evolve maggiormente nel passaggio dalla prima alla seconda stagione: la conosciamo come una strega devota alla Fiamma Bianca e al suo messaggio, una marionetta quasi priva di volontà propria. Tuttavia, l’incontro con l’elfa Francesca Findabair (Mecia Simson) e la visione datale dalla Madre Immortale le consentono di scovare dentro di sé la scintilla per un cambiamento radicale. Fringilla si pone alla testa di una delegazione di umani ed elfi e accoglie questi ultimi a Nilfgaard, stringendo un’alleanza e un’amicizia con Francesca e ponendo le basi per una collaborazione basata sulla divisione dei compiti e sulla promessa di aiutare gli elfi a recuperare i loro territori. Tra Francesca e Fringilla nasce una reale amicizia, entrambe sole in un mondo di uomini ed elfi, entrambe con un ruolo di potere e nessuna compagna con cui poterne parlare. Il cambiamento di Fringilla è sottolineato, anche in questo caso, da un nuovo abbigliamento, sempre nei toni dell’argento, ma più luminoso e da una nuova pettinatura.

 

Mimî M. Khayisa nel ruolo di Fringilla (Credits: Netflix)

Purtroppo, l’arrivo degli emissari dell’Imperatore cambia le carte in tavola e Fringilla si ritrova a essere giudicata costantemente, troppo debole per un ruolo di potere. Questo spinge gli uomini a prendere il controllo e il già fragile legame con gli elfi si spezza nel momento in cui la figlia appena nata di Francesca viene assassinata nella culla. La fine dell’alleanza con gli elfi e l’ennesima dimostrazione da parte del consiglio di quanto poco la stimi, spinge Fringilla a rompere ogni indugio e a creare una vendetta che viene servita – letteralmente – su un piatto d’argento. In un monologo meraviglioso quanto crudele, attua il suo piano e giura che più nessuno la metterà in ombra.

 

Queste sono solo alcune delle personagge di The Witcher che ci hanno affascinato, tutte accomunate da un destino a volte avverso e circondate da uomini che vogliono proteggerle o controllarle, impedendone la naturale autodeterminazione e decidendo per loro. Non si può non notare come, invece, la sorellanza che si viene a creare tra Yennefer e Ciri o Fringilla e Francesca permetta loro di crescere e sbocciare, rendendole forti e splendenti come diamanti.

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