Fatti Intrattenere,  Film

The Matrix Resurrections – Pillola blu o pillola rossa: la scelta è tua?

Introduzione

“Project Ice Cream”, era questo il nome in codice con cui la Warner Bros ha nascosto la produzione del nuovo capitolo di una saga leggendaria: The Matrix, la serie che porta l’inconfondibile firma delle sorelle Wachowski[i]. Le riprese sono cominciate a San Francisco, il 4 febbraio del 2020. Il Covid, c’era da aspettarselo, le ha interrotte per quasi cinque mesi, ma alla fine eccolo qui, terminato di girare a novembre 2020 e in uscita nelle sale italiane il 1° gennaio 2022[ii]. Per cominciare l’anno con il piede giusto.

 

 

Trama

Ritroviamo Keanu Reeves nei panni di Neo nuovamente immerso nell’universo di Matrix.

 

 

Il nostro protagonista, in questa nuova dimensione, è ancora chiamato con il nome di Thomas Andersen ma stavolta indossa le vesti di un creatore di videogiochi: una trovata narrativa che strizza l’occhio a The Matrix Online. La sua creatura digitale, prodotta per l’azienda Deus Machina, si chiama Binary (e non a caso), un videogame di successo dove Neo ha trasposto gli eventi ed i ricordi che abbiamo già visto nella trilogia cinematografica. Ma anche stavolta Neo è combattuto, quasi in dormiveglia, convinto che la sua mente faccia confusione tra ciò che è fantasia e ciò che è realtà. E così entra in gioco la figura dell’Analista, fondamentale per tutta la trama, che, tra un appunto e l’altro sulle ‘turbe’ di Neo, si preoccupa di riempirlo di tante pillole blu. Ma stavolta non è Trinity a salvare Neo, anche lei intrappolata nella stessa dimensione di Matrix, sposata e con figli mentre ricopre il ruolo di Tiff.

 

 

A svegliare Neo da quella grande finzione, con la fondamentale pillola rossa, sarà la nuova generazione della ribellione, capitanata da Bugs (nomignolo di Bunny) e in cui ritroviamo un giovane Morpheus. Una volta risvegliato, Neo scopre finalmente ciò che è accaduto durante la sua assenza e, ovviamente, si mette all’opera per svegliare anche Trinity.

 

 

 

Vecchie e nuove conoscenze

Stavolta, alla regia, troviamo solo una delle madri di Matrix.

 

 

Lilly Wachowski non si è lasciata coinvolgere, per motivi di lavoro ma anche personali (sta lavorando alla nuova stagione della serie Work in Progress e si è presa del tempo per elaborare la morte dei genitori)[iii]. Lana Wachowski, anche se da sola nella regia e accompagnata da Aleksandar Hemon e David Michtell nella sceneggiatura, fa comunque riconoscere la sua impronta sul film. Ritroviamo poi i due protagonisti storici: Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss, perché Matrix non è Matrix senza Neo e Trinity.  

 

 

Ci sono poi i volti già conosciuti di Jada Pinkett Smith, Lambert Wilson e Daniel Bernhardt, tutti e tre nei loro rispettivi ruoli (Niobe, il Merovingio e l’agente Johnson). Mancano invece Laurence Fishburne, il nostro Morpheus, e Hugo Weaving nel ruolo dell’agente Smith.

 

 

Il primo un po’ mi è mancato: l’interpretazione di Yahya Abdul-Mateen II (volto già noto per chi ha visto la serie The Get Down su Netflix[iv]) è coerente con il mitico personaggio, sicuramente non facile da ricoprire, ma resta un po’ nell’ombra, credibile ma di poco impatto (forse anche per il ruolo un po’ più ristretto di Morpheus).

 

 

Il secondo credevo che mi sarebbe mancato, ma l’escamotage creato con l’attore Jonathan Groff mi ha intrigato; rende la nuova dimensione di Matrix più credibile, più reale di una fantasia. Tra i nuovi volti ci sono anche Priyanka Chopra e,

 

 

menzione d’onore per le doti sullo schermo (come già mi aspettavo), Neil Patrick Harris, l’Analista, che ho personalmente trovato ineccepibile, il personaggio migliore e (forse) anche la migliore recitazione.  

 

 

La legge dei sequel

La nostalgia, quando entri in sala, è di sicuro il sentimento che ti guida, e lo fa anche per buona parte del film. È la magia dei sequel, specialmente quando sono tanto attesi come questo: il film è nuovo ma lo spazio è conosciuto, ci si sente un po’ a casa, ci si aspetta di vedere molte novità ma si cercano nelle scene tutti i riferimenti al passato.

 

 

Lana Wachowski probabilmente lo sapeva, e ha saputo giocare sapientemente con questo aspetto. Sullo schermo non troviamo soltanto delle allusioni alla vecchia saga; ci vengono letteralmente proiettate delle scene, in un quadro che non stona, che gioca sui sentimenti del fandom accanito e che rende la pellicola visibile un po’ a tutti, anche a chi è meno appassionato. È un film di nuova generazione, più ‘leggero’ rispetto ai capitoli precedenti, più comprensibile anche in prima battuta. Gli elementi di “mind porn” che solo Matrix sa creare ci sono, ma certo, non sono devastanti come in precedenza, non hanno quel tratto rivoluzionario che ha fatto entrare la saga nell’Olimpo. È la legge dei sequel, tanta nostalgia ma poco spazio per ‘colpire’ nel segno: del resto, l’ambiente è sempre già noto, buona parte dei personaggi pure e il contesto della trama è più o meno chiaro. Matrix Resurrections, come tutti i sequel, risente un po’ di questo, anche perché resta fedele a se stesso, ma non avrebbe potuto essere altrimenti. Il franchise è nato nel 1999: abbiamo avuto più di vent’anni per guardare, studiare, analizzare, teorizzare e comprendere tutti i diversi lati di Matrix. E se tornare nel suo universo ci può sembrarci poco incisivo è solo perché, ormai, siamo parte di quel mondo, ci sappiamo muovere, ci risulta familiare. E, personalmente, preferisco di gran lunga questa sensazione piuttosto che la rabbia mista a delusione di quei sequel che, pur di sorprendere, finiscono sempre per strafare.

 

 

Keanu e Neo

 

 

 

Per tutto il film, Neo si ritrova a fare i conti con una fama che gli va palesemente stretta. Dentro Matrix è famoso come creatore di videogiochi. Per la nuova generazione dei ribelli invece è una specie di leggenda vivente, l’Eletto di cui tutti hanno sentito parlare, l’eroe di cui si narrano ancora le gesta. A prescindere dal contesto, la sua notorietà lo mette quasi in imbarazzo; la vive con una modestia che, per più di una volta, mi ha fatto tremare la ‘barriera’ immaginaria che divide Keanu Reeves dal suo personaggio. La stessa umiltà del Keanu Reeves che siamo abituati a vedere nel mondo reale, che cammina per strada portando a spasso il cane o che siede come tutti su un vagone della metro, la ritroviamo in Neo sullo schermo del cinema. In alcuni passaggi, poi, sembra quasi che il nostro protagonista, sia dentro Matrix che fuori, stia vivendo una specie di ‘crisi di mezza età’, dei momenti di incertezza e di autoriflessione che gli danno dei tratti più umani del solito. Insomma, in nessun altro ruolo Keanu è mai stato tanto Neo quanto Neo è stato Keanu.

 

 

La storia d’amore

 

Altro elemento che ritroviamo, anche qui con più forza, è la storia d’amore tra i protagonisti. I sentimenti di Trinity e di Neo ci hanno sempre guidati per tutta la trilogia. Stavolta però hanno un sapore diverso, più adulto, basato su una chimica che i due attori riescono perfettamente a far trasparire.

 

 

Dentro Matrix, i due si incrociano e fanno lunghe chiacchierate nella caffetteria Simulatte (gioco di parole che ho notato solo alla fine): parlano di scelta, di realtà e di finzione. “Siamo davvero liberi di scegliere qualcosa o ci viene soltanto insegnato a volerlo?” si domanda Trinity davanti a un cappuccino, scatenando una riflessione sul libero arbitrio. I loro sentimenti sono il motore della nuova dimensione di Matrix. Il loro amore, però, non è mai banale, anzi: è terribilmente reale, profondo, cosa non facile da rendere in un film da ‘blockbuster’. Alla fine del film, ripensandoci su, mi sono domandata: “ma chi due salva l’altro?”. In un modo tutto loro, si salvano sempre a vicenda.

Articolo a cura di Ida Nicotera

Approfondimenti:

[i] https://www.cinemablend.com/news/2572577/the-matrix-lilly-wachowski-explains-work-resurrections

[ii] https://it.wikipedia.org/wiki/The_Get_Down

[iii] https://www.sfgate.com/movies/article/Major-movie-film-SF-project-ice-cream-matrix-14996561.php

[iv] https://it.wikipedia.org/wiki/Matrix_Resurrections#cite_note-8

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

WordPress Cookie Plugin by Real Cookie Banner