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The Marvelous Mrs. Maisel: analisi femminista

The Marvelous Mrs. Maisel, serie tv presente su Amazon Prime e in onda dal 2017, parla di Miriam, una donna che, all’apparenza, conduce una vita perfetta. Vive in un lussuoso appartamento, ha un marito e due figli. Ella possiede bellezza e carisma, e conduce un’esistenza agiata. Un giorno, però –  e questo lo scopriamo già durante la prima puntata – il marito Joel decide di lasciarla dopo averle confessato il suo tradimento. Miriam è desolata e arrabbiata. Decide, allora, di uscire di casa e, ubriaca, si esibisce come comica in un locale. Da quel momento inizia, grazie a Susan – che diventerà la sua agente –, una sfavillante carriera come comica, divenendo una delle prime donne a ricoprire un tale ruolo negli anni Cinquanta.

Al netto di ciò, mi piacerebbe soffermarmi su due aspetti e ricondurli a una disamina femminista.

 

 

  • Il rapporto tra marito e moglie è tossico?

Joel Maisel non è un uomo cattivo. Ama sicuramente la moglie ma non riesce a concepire che Miriam possa essere migliore di lui. Joel, infatti, desidera stare sul palcoscenico, allestire spettacoli comici e avere una carriera diversa da quella che suo padre gli ha costruito nell’azienda di famiglia. Joel è un uomo, almeno nella prima stagione, profondamente frustrato che proietta il suo malessere sulla donna amata. Egli si rende conto che Miriam è brillante, acuta e dotata di un forte senso dell’umorismo: Joel, invece, agisce in modo confuso, incerto e copia le battute da altri comici, spacciandole per sue. Nella vita di tutti i giorni molte donne sono costrette a farsi piccole, a non apparire per non deludere i propri partner, a non manifestare a chiare lettere i propri successi per non intaccare l’ego del proprio marito. Fortunatamente non succede in tutte le coppie, è vero. Eppure noto che le donne faticano a mettere in luce le proprie doti, forse per paura di perdere il loro amore più grande. Fino a quando non si insegnerà alle femmine che hanno valore a prescindere dalle relazioni, queste faticheranno a sentirsi giuste.

 

 

  • Il lavoro non ha genere.

Miriam inizia una carriera come comica. Si esibisce in grandi locali e riscuote un buon successo. Eppure, come donna, viene screditata. Il lavoro di comico, infatti, è sempre stato riservato agli uomini che, per anni, hanno avuto il dominio. Miriam, per il suo genere di appartenenza, fatica a essere considerata degna delle sue qualità, a emergere senza essere stigmatizzata e spesso repressa. Ancora oggi, nella nostra società, molte donne svolgono ruoli che prima erano solo per gli uomini: stanno finalmente rivendicando il loro diritto di stare al mondo, prendere spazio e assumere ruoli di notevole importanza. Ma non è semplice e posso affermarlo per esperienza personale: se sei femmina, non verrai ascoltata. Occorre, allora, prendere la parola nonostante tutto e pretendere di essere udite.

 

 

  • I figli

Miriam – per andare in tournée  – lascia i propri figli al padre. Nella serie, tutto ciò viene rappresentato in modo molto naturale e lei non concepita come una madre snaturata che ha deciso di abbandonare la prole. La gestione dei bambini è divisa fra i due coniugi, in modo allegro e sereno. Ancora oggi, nei maggiori prodotti televisivi e filmici, la madre viene rappresentata come angelo del focolare: colei che deve sacrificare tutto per amore dei suoi piccoli. Per fortuna, sia nei mezzi di comunicazione che nella vita reale, le cose, sebbene con molta lentezza, stanno cambiando: le donne non sono più in balia di stereotipi e hanno più libertà d’essere. La nota dolente, però, è che nonostante tutto, il carico mentale spetta ancora alle femmine e non ai maschi.

Queste erano le mie considerazioni su una serie tv che consiglio vivamente. Mrs. Maisel è un personaggio femminile degno di nota, finalmente vicino alla vera immagine della donna. Guardare per credere, no?

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