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Lords of Chaos: le origini del black metal norvegese

Lords of Chaos, film di genere drammatico del 2018, non è l’ennesimo, fiacco biopic di cui nessuno sentiva il bisogno. La storia di Øystein Aarseth, in arte Euronymous, figura di spicco della scena black metal norvegese, è il motore di questa pellicola irriverente, blasfema e violenta. Nel suo film, il regista ed ex musicista svedese Jonas Åkerlund tenta di mettere in luce il lato umano di Aarseth, un incantatore di folle che, per le pagine di cronaca nera, è rimasto fino ad oggi un diavolo a tutti gli effetti. Sorprendenti Rory Culkin nei panni di Aarseth ed Emory Cohen in quelli di Burzum.

 

 

Trama

Oslo, anni Ottanta. Øystein/Euronymous (Rory Culkin) è il chitarrista e leader dei Mayhem, gli “inventori” del black metal norvegese. Euronymous sogna per la sua band un futuro ricco di successi, e, quando si unisce ai Mayhem il cantante svedese Pelle (Jack Kilmer), in arte Dead, tutti i suoi sogni di gloria sembrano finalmente sul punto di realizzarsi. Il futuro della band, tuttavia, si fa incerto dopo l’improvvisa morte di Pelle che, da lungo tempo vittima della depressione, si toglie la vita in un violento raptus suicida. A trovare il corpo straziato dell’amico è Øystein, che, dopo una rapida riflessione, decide di sfruttare la morte del cantante ai fini di una ‘sana’ pubblicità. Scatta, quindi, delle fotografie al cadavere di Dead (una delle quali verrà scelta come copertina del nuovo album dei Mayhem), e solo in seguito chiama la polizia per segnalarne il suicidio.

 

Da sinistra: Jack Kilmer (Pelle), Anthony De La Torre (Hellhammer), Rory Culkin (Euronymous) e Jonathan Barnwell (Necrobutcher)

 

Dopo l’inaugurazione del suo negozio di vinili a Oslo, Øystein ascolta una demo firmata Burzum, progetto solista di un fan dei Mayhem che aveva precedentemente attirato la sua attenzione, e ne rimane conquistato. Il nuovo album di Varg Vikernes/Burzum (Emory Cohen) viene, quindi, prodotto dall’etichetta discografica indipendente Deathlike Silence gestita dallo stesso Euronymous. Tuttavia, quella che inizia come un’entusiasta collaborazione, si tramuta ben presto in una gara di egocentrismo in cui l’invidia regna sovrana. Ben presto la situazione precipita: Varg inaugura una stagione di incendi ad antichi luoghi di culto cristiani, ed Euronymous, di fronte alla crescente popolarità degli atti vandalici perpetrati dal suo rivale, rivendica la paternità di quell’idea anarchica. Vikernes inizia, allora, a covare del rancore nei confronti del musicista, e il rapporto tra i due si incrina fatalmente quando il primo rilascia un’intervista a un giornalista locale usando uno pseudonimo. Nell’intervista, Vikernes dichiara che sono stati i membri dell’Inner Circle, una setta pseudo-satanista di cui fa parte, ad appiccare gli incendi che hanno sconvolto la Norvegia. Ma non è abbastanza: uno dei membri della setta avrebbe commesso un omicidio. In seguito alle sue dichiarazioni, il ragazzo viene arrestato.

 

 

Dopo essere stato rilasciato per insufficienza di prove, Varg riceve una lettera da Øystein, in cui il ragazzo, in un ultimo disperato tentativo di riparare ai torti commessi in passato (aver rimandato la produzione dell’ultimo album di Burzum è uno di questi), rescinde il suo contratto con la Deathlike Silence. Le loro strade potrebbero dividersi senza troppo clamore, ma il destino di Euronymous è già segnato: dopo aver scoperto che, in un eccesso d’ira, Øystein lo ha minacciato di morte, Varg, determinato a chiudere i conti in sospeso con lui, si reca a casa del ragazzo in piena notte. Per il chitarrista dei Mayhem non c’è scampo: verrà accoltellato a morte da Kristian Vikernes, l’uomo dai mille nomi destinato a passare alla storia del metal come Burzum.

 

Emory Cohen (Burzum)

 

“Basato su verità e bugie”

Lords of Chaos è basato su fatti realmente accaduti narrati nell’omonimo controverso libro di Michael Moynihan e Didrik Søderlind, Lords of Chaos: La storia insanguinata del metal satanico. Il saggio, che descrive nel dettaglio l’escalation di violenza che interessò la Norvegia nei primi anni Novanta, riporta all’attenzione del pubblico i fatti di cronaca nera e gli incendi dolosi in cui furono implicati i membri dell’Inner Circle (o Black Circle), movimento criminale di matrice anti-cristiana capeggiato da Øystein Aarseth. Sia il libro di Moynihan/Søderlind che il film di Åkerlund sono stati aspramente criticati da Varg Vikernes, che non ha mancato di definirli “inaccurati“. Per sua stessa ammissione, il regista svedese ha dovuto, in molti casi, modificare i fatti al fine di rendere la trama più lineare (ad esempio, inserendo nel film una storia d’amore che incentivasse un cambiamento nel leader dei Mayhem), ma sempre nel rispetto della famiglia del defunto Euronymous, che, insieme a quella di Dead (all’anagrafe Per Yngve Ohlin), è stata direttamente coinvolta nella realizzazione del film. Di fronte all’accusa di non aver considerato a sufficienza il punto di vista delle vittime dei reati perpetrati dal Black Circle, e di aver invece spinto il suo pubblico ad empatizzare con dei cattivi ragazzi come Øystein e Varg, Åkerlund ha dichiarato:

 

“Ciò che ho voluto fare nel mio film è mostrare il loro lato umano, e ricordare alla gente che all’epoca dei fatti erano solo dei bambini.”

 

Lords of Chaos

 

Il regista ha avanzato l’ipotesi che Euronymous e gli altri membri dell’Inner Circle non avessero un’idea molto chiara delle motivazioni alla base della loro ribellione, né di chi o cosa stessero combattendo (La società? La religione?) perché, insieme a loro, anche i loro ideali stavano cambiando in fretta. Åkerlund ha detto:

 

È come se avessero preso spunto da tutto quello che andava di moda all’epoca. Credo che nessuno di loro fosse Satanista, né tantomeno religioso.”

 

 

Ciò che più interessa al regista di Lords of Chaos è cogliere e mostrare sul grande schermo come dei giovani smettano di pensare da individui singoli e inizino a pensare come un gruppo. Per Åkerlund, ex batterista della band heavy metal Bathory, attiva nella scena metal svedese nel periodo della formazione dei Mayhem, non è stato difficile infondere l’atmosfera giusta al suo film. Ciononostante, il regista ha dichiarato che il black metal non è mai stato il fulcro del film. Lo sono, invece, le relazioni che si instaurano tra i personaggi e, ancor di più, i loro conflitti interiori. Øystein, Varg e gli altri “Signori del Caos” sono, dopotutto, soltanto dei ragazzi perduti alla ricerca di un loro posto nel mondo: si tingono i capelli di nero nel tentativo di vendere un’immagine di sé che sia dura e spavalda, commettono errori (alcuni di essi imperdonabili) come ogni giovane alla soglia della vita adulta, spaventato e insieme eccitato dal futuro, e stringono legami che finiscono con il definirli. A questo proposito, è estremamente significativa la delirante sequenza dell’incubo che vede Euronymous e Pelle rincorrersi nei boschi. Attraverso questa scena chiave, il regista ha affermato di voler mostrare al pubblico il forte legame, quasi simbiotico, che si era instaurato tra i due artisti e, soprattutto, quanto Euronymous fosse stato realmente segnato dalla perdita dell’amico. La morte di Pelle lo ossessiona e diventa parte di lui, fino al momento in cui il ragazzo non è pronto a lasciarlo andare e a guardare al futuro come una persona nuova.

 

Lords of Chaos

 

I Signori del Caos

Per il titolo del suo film, Åkerlund ha preso in prestito il nome di una setta di giovani criminali attiva negli USA nella seconda metà degli anni Novanta, e la sua scelta si è rivelata quanto mai appropriata. D’altronde, “mayhem” significa “caos”.

 

Ma chi erano i Signori del Caos del film di Jonas Åkerlund?

 

Da sinistra: Øystein Aarseth (Euronymous), Per Ynvge Ohlin (Dead) e Jørn Stubberud (Hellhammer)

 

Per Yngve “Dead” Ohlin: si unì ai Mayhem nel 1988, dopo l’addio del primo cantante, Maniac. Dopo il suo arrivo, i testi delle loro canzoni si fecero più oscuri e improntati al satanismo, e i loro show divennero più macabri. Pare che, durante i concerti, i membri della band lanciassero delle teste di maiale sulla folla, e che lo stesso Dead si procurasse dei tagli profondi alle braccia per spaventare quei fan non autentici e di stomaco debole che i Mayhem definivano offensivamente “poser”. Descritto come un ragazzo taciturno e malinconico con un interesse morboso per la morte, si ritiene che Dead sia stato tra i primi a introdurre il face paint o corpse paint nella scena black metal. Gravemente depresso e probabilmente affetto da una malattia mentale mai ufficialmente confermata (secondo alcuni sarebbe stata la sindrome di Cotard, secondo altri il disturbo borderline di personalità), Ohlin si tolse la vita l’8 aprile 1991. Aveva 22 anni.

 

Per Ynvge Ohlin

 

Åkerlund, che nel suo film ha riportato fedelmente le circostanze del cruento suicidio di Dead, ha conosciuto personalmente questo artista maledetto: svedese come lui e di qualche anno più giovane, Ohlin frequentava i suoi stessi ambienti.

 

Il corpse paint di Dead

 

Øystein “Euronymous” Aarseth: Aarseth è forse la figura più controversa della storia raccontata da Åkerlund. Fondò i Mayhem insieme al bassista Necrobutcher e al batterista Manheim nel 1984. Considerati dei pionieri della scena black metal, sin da subito la loro musica riscosse un discreto successo sia in Europa che oltreoceano. Ma per Euronymous non era abbastanza: sono ancora oggi ben note le sue trovate pubblicitarie spesso eccessive per “imbruttire” ancor di più la reputazione della sua band, come quando arrivò a scattare delle foto del corpo senza vita di Per Ynvge “Dead” Ohlin o regalò ad altri musicisti quelli che diceva esseri pezzi del cranio di Dead. Tuttavia, è forse l’Inner Circle ad essere la più grossa trovata pubblicitaria di Aarseth: dopo aver aperto il suo negozio di dischi, Helvete (“inferno” in norvegese), il musicista iniziò a raccogliere intorno a sé un piccolo gruppo di accoliti formato da amici e musicisti che erano soliti riunirsi nella cantina dello stabile. In breve tempo, il negozio divenne il fulcro della scena black metal norvegese. Abilissimo oratore, pare che Aarseth fosse in grado di influenzare i suoi seguaci al punto da spingerli a commettere atti terribili come omicidi e incendi. Tuttavia, è opinione comune che il leader dell’Inner Circle si tenesse sempre un passo indietro rispetto ai membri della sua setta, e lasciasse che fossero i suoi seguaci a sporcarsi le mani. La rivalità con uno di essi, il vero iniziatore del caos, vale a dire Burzum, e il suo brutale omicidio per mano di quest’ultimo, lo resero tristemente famoso in tutto il mondo. Il 10 agosto 1993, Aarseth fu accoltellato 23 volte da Vikernes. L’ultima, mortale coltellata, gli fu inflitta al cranio.

 

 

Per Ynvge Ohlin e Øystein Aarseth

 

Åkerlund non ha mai conosciuto personalmente Euronymous, ma ha dichiarato di conoscere altri musicisti della scena black metal che ebbero la sfortuna di incrociare la strada del musicista. Pare, infatti, che Aarseth inviasse spesso lettere minatorie ai membri di altre band (soprattutto svedesi), nel tentativo di dissuaderli dal mettere piede in territorio norvegese.

 

 

Varg “Burzum” Vikernes: ex chitarrista degli Old Funeral, nel 1991 fondò la one man band Burzum (“oscurità” nella lingua nera di Mordor inventata dal maestro J.R.R. Tolkien). Dopo essersi messo in contatto con Aarseth, che gli propose un contratto con la Deathlike Silence, Vikernes lasciò la Svezia per stabilirsi a Oslo, dove iniziò a frequentare il leader dei Mayhem e la sua cerchia. Inizialmente affascinato dalla personalità di Euronymous, in seguito prese le distanze dal musicista, perché alle parole del leader dell’Inner Circle non seguivano fatti concreti. Iniziò, quindi, a dare alla fiamme alcune fra le più belle chiese norvegesi, prima fra tutte quella di Fantoft, a detta sua nel tentativo di riscattare le sue origini pagane che i cristiani avevano dissacrato erigendo i loro luoghi di culto sui templi dedicati agli dei nordici. Tuttavia, pare che le ragioni dello sfregio di Vikernes fossero molto più banali: gli incendi erano l’ennesima trovata pubblicitaria e il suo intento altro non era che usare l’immagine dello scheletro della chiesa di Fantoft come copertina del suo nuovo album. In questo periodo, il leader dei Mayhem, sentendosi minacciato dalla celebrità e dalla credibilità che Vikernes stava acquistando agli occhi degli altri frequentatori di Helvete e del Black Circle, propose al musicista di suonare il basso nell’ultimo album dei Mayhem, De Mysteriis Dom Sathanas, e rifiutò di pubblicare l’ultimo album di Burzum adducendo a giustificazione una mancanza di fondi del tutto fittizia. Il tragico epilogo di questa sfortunata collaborazione è oggi noto a tutti. Dopo l’arresto, Vikernes fu condannato a 21 anni di prigione (la pena massima in Norvegia) per l’omicidio di Aarseth. È stato scarcerato nel 2008, con due anni di ritardo, dopo un tentativo di fuga fallito risalente al 2003. Fan dell’opera di Tolkien (da cui ha mutuato lo pseudonimo di “Count Grishnackh”) e spesso descritto come un narcisista privo di scrupoli e affascinato dall’ideologia nazista (da cui solo recentemente ha preso le distanze), Burzum ha indubbiamente contribuito a far entrare il nome di Øystein Aarseth nella leggenda.

 

Kristian Vikernes

 

Lo scheletro della Stavkirke di Fantoft dopo l’incendio del 1992

 

Bård “Faust” Eithun: il 22 agosto 1991, l’allora batterista degli Emperor Faust uccise con 37 coltellate un uomo che cercò di adescarlo, Magne Andreassen, in un bosco nei pressi di Lillehammer. In seguito, il ragazzo si vantò dell’omicidio con Euronymous e gli altri membri della sua cerchia. Faust rimase in libertà per circa un anno, per poi essere arrestato in seguito all’assassinio di Aarseth. Fu condannato a 14 anni di carcere, ma ne scontò solo nove. Eithun adduceva al crimine la più semplice e inquietante delle giustificazioni: il ragazzo voleva sapere cosa si provasse ad uccidere un uomo.

 

Euronymous e Faust

 

Una menzione speciale va all’attore svedese che interpreta Faust nel film di Åkerlund: Valter Skarsgård, figlio di Stellan e fratello dei più celebri Bill, Alexander e Gustaf, che in Lords of Chaos dà lustro al talento di famiglia in un ruolo quanto mai complesso ma assolutamente alla sua altezza.

 

Lords of Chaos
Valter Skarsgård in Lords of Chaos

 

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