Fatti Attuali,  Fatti Femminista

L’obbligo di essere madri

L’obbligo di essere madri è una sorta di legge non scritta che esercita pressione su un numero su un numero sempre più grande di persone. Se sei donna, non hai intenzione di avere dei figli e ti è capitato di dirlo a qualcunә, quante volte ti è stato risposto che “dici così solo perché ancora non sei abbastanza grande”? Oppure “ma no, l’istinto materno verrà anche a te”, o ancora “ma va, essere madri è la cosa più bella al mondo, ti senti incompleta fino a quel momento”. Spoiler: queste persone hanno torto. Non è così. O meglio, non lo è per tutte.

 

Negli ultimi anni, sempre più donne rispetto al passato sono childfree, ossia scelgono di non avere figlә. Questo succede anche in Italia, come confermano i dati Istat di un’indagine relativa al 2016 (Famiglie, soggetti sociali e ciclo di vita). Le ragioni sono diverse e sono determinate soprattutto dal grado di istruzione di queste donne, dal tipo di lavoro, dal loro background socio-culturale, dalla loro famiglia di provenienza, dalle loro idee, esperienze e progetti di vita, lavorativi e non. In una società che fa della famiglia tradizionale uno dei suoi principi cardini, però, tale scelta non è esente da stigmi, giudizi e tentativi di persuasione. Sono stati fatti passi avanti per quanto riguarda le attività a cui una donna si può dedicare: può studiare, fare l’università, avere un lavoro, fare carriera, l’importante è che a un certo punto metta su famiglia e ponga la prole al centro del suo mondo.

 

 

via https://www.ioledonnenonlecapisco.it/lei-e-lui/il-fenomeno-del-childfree-ovvero-la-scelta-di-non-avere-figli

 

 

Questione di predisposizione naturale?

 

Del resto, la nostra società percepisce quasi come un obbligo il dover procreare: una coppia che decide di non avere figlә non viene considerata una famiglia agli occhi dell’opinione comune. Quest’obbligo, parte di una legge non scritta ma “universalmente accettata”, diventa ancora più forte nei confronti delle donne, le quali purtroppo non riescono a levarsi di dosso l’etichetta di “angelo del focolare”, secondo cui una donna è per sua natura predisposta alla cura domestica e dei familiari, e deve per forza avere deә figlә. Si tratta di un pensiero talmente radicato, e all’apparenza così naturale, che non può essere messo in discussione.

 

È importante sottolineare, inoltre, come la maternità determini la concezione che si ha della donna, sia nel caso in cui questa abbia deә figlә, sia nel caso in cui decida di non averne. La trappola è subito svelata: una donna viene considerata completa solo se è anche madre, viceversa, è come se fosse una donna a metà. Allo stesso tempo, però, dal momento in cui ha figlә, la società non la considera più in quanto persona ma solo in quanto madre. In un modo o in un altro, non ha scampo, e la sua identità di persona viene comunque definita e messa in discussione in relazione a un solo fattore e da parte di chi, per il solo fatto di essere gente esterna, non dovrebbe avere voce in capitolo.

 

 

Non si tratta di egoismo

 

Quando una donna dice di non voler essere madre, la reazione di chi ascolta è spesso di sbigottimento e incredulità, quasi fosse una cosa assurda e impossibile. Questa scelta viene frequentemente infantilizzata, e la donna viene trattata come se non fosse realmente consapevole di quello che sta dicendo e capirà solo col tempo che si tratta di un’idiozia. In questi casi è fin troppo comune sentirsi dire che sicuramente tra qualche anno si cambierà idea e che ogni donna possiede per sua natura l’istinto materno.

 

Quanti sguardi di disappunto deve subire una donna che dichiara di non voler essere madre, quante volte deve sentirsi dire come se fosse un rimprovero e una colpa che non sa quello che dice? Come se una persona esterna e sconosciuta potesse sapere cosa lei vuole davvero dalla tua vita, quali siano le sue priorità, i suoi desideri e le sue inclinazioni. E quante volte deve sentirsi dare dell’egoista per questa sua scelta? Con accuse come “tu vuoi solo spassartela, pensi solo alla carriera, è egoista da parte tua non volere figli”, magari accompagnate da “poi chi ti accudirà quando sarai vecchia?”. Beh, lasciatemi dire una cosa: fare figlә solo per avere qualcuno che ti faccia da badante quando sarai avanti con l’età è il vero atto di egoismo, non il non voler essere genitorә.

via https://twitter.com/naral/status/1143156714868486146
[/caption]  

 

Non siamo uteri ambulanti

 

Intendiamoci: non c’è nulla di male a volere deә figlә, a voler essere madri, a volere una famiglia. Il problema sorge quando questo diventa un’imposizione, più o meno tacita e indiretta, ai danni di chi non lo desidera, facendo sì che queste persone diventino vittime di una pressione sociale dal carico emotivo non indifferente. La società in cui viviamo non accetta un no come risposta alla domanda “vuoi dei figli?”. O meglio, questa domanda non la pone nemmeno, perché dà già per scontato che la risposta sia un sì. La realizzazione personale non corrisponde alla procreazione, l’istinto materno non è innato, e il non volere figlә non significa essere egoistә, né è sintomo di qualcosa che non va nella persona. È importante chiarire e ribadire questi concetti, anche se, in una società che si considera evoluta, dovrebbero essere assodati e ritenuti naturali. Essere considerate come uteri ambulanti è profondamente offensivo.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

WordPress Cookie Plugin by Real Cookie Banner