Eternals
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Eternals – la recensione del film di Chloé Zhao

In principio erano gli Eterni, esseri superiori arrivati da Olimpia sull’astronave Domu per volere del Celstiale Arishem per proteggere la Terra e gli umani da mostruose creature note come i Devianti. Giunti sul nostro pianeta oltre 7.000 anni fa, hanno osservato silenziosi e compassionevoli l’evoluzione del genere umano, vivendo tra noi e aiutandoci a progredire, ma con il divieto di intervenire nelle nostre lotte, a meno che non coinvolgessero i Devianti.

 

Su questo canovaccio si installa l’incredibile lavoro di Chloé Zhao, regista e co-sceneggiatrice (insieme a Patrick Burleigh, Ryan Firpo e Matthew K. Firpo) del film Marvel Eternals, uscito al cinema il 3 novembre e che porta per la prima volta sul grande schermo i personaggi della saga a fumetti Gli Eterni, creati da Jack Kirby nel 1976.

 

Eternals
Da sinistra: Lauren Ridloff (Makkari), Don Lee (Gilgamesh), Angelina Jolie (Thena), Richard Madden (Ikaris), Selma Hayek (Ajak), Gemma Chan (Sersi), Lia McHugh (Sprite) e Brian Tyree Henry (Phastos) [Credits: Disney/Marvel]

 

Chloé Zhao porta così nel MCU la propria impronta registica, realizzando un film che sotto ogni aspetto rappresenta un unicum nel panorama dei cinecomic e mostra una maturità e una complessità che fino a oggi non abbiamo mai visto. Già in lista per lo stand alone su Black Widow, affidato poi a Cate Shortland, Zhao riesce a unire magnificamente in Eternals il proprio stile e impronta autoriale con il cinema più mainstream. Servendosi di campi lunghissimi e una CGI oculata e ben dosata, Eternals è uno spettacolo per gli occhi, un tributo alle bellezze naturali del nostro mondo e alle più differenti culture e civiltà che lo hanno abitato. Merito anche di un cast variegato e coeso, di attori e attrici di talento che hanno saputo dar vita a personaggi complessi, ognuno dei quali ha un ruolo ben preciso, un minutaggio perfetto e per nulla sacrificato. Questo ci consente di fare la conoscenza di tutti e dieci gli Eterni: la loro leader Ajak (Selma Hayek), mite e materna, dalle capacità curative; Sersi (Gemma Chan), che fin dall’arrivo sulla Terra si scopre innamorata del nostro pianeta e degli umani, capace di manipolare la materia inorganica; Ikaris (Richard Madden), un guerriero ligio al dovere e con il potere di volare e lanciare raggi laser dagli occhi; Thena (Angelina Jolie), una guerriera forte ma fragile al tempo stesso; Phastos (Brian Tyree Henry), che ha la capacità di creare invenzioni geniali; Druig (Barry Keoghan), con il potere di controllare la mente degli individui e che più di tuttə avverte il fascino del potere; Kingo (Kumail Nanjiani), che emette proiettili di energia cosmica dalle mani; Sprite (Lia McHugh), un’Eterna che può proiettare illusioni realistiche e ha l’aspetto di una ragazza di 12 anni; Makkari (Lauren Ridloff), che sfrutta la super velocità ed è la prima eroina sorda del MCU; e infine Gilgamesh (Don Lee), il più potente degli Eterni in quanto a forza fisica.

 

 

Rappresentazione e sguardi femminili: i nuovi eroi e le nuove eroine di Chloé Zhao

 

Un gruppo così eterogeneo per etnia e orientamento sessuale (in Eternals è presentato il primo eroe del MCU apertamente omosessuale) ha attirato numerose e – è il caso di dirlo – sterili polemiche, soprattutto per la decisione di presentare personaggi che nei fumetti erano di sesso maschile, ma che in questa versione sono, invece, donne. Questa decisione di Chloé Zhao non dipendeva soltanto dal desiderio di vedere una maggiore equità tra i personaggi, ma anche perché mette in discussione ciò che fino a questo momento era considerata la norma, allargando i confini dei nostri sguardi e presentandoci, ad esempio, Ajak – che nei fumetti è un uomo – come nuovo modello di leader (non più un maschio bianco, etero e cis), che è una guerriera certamente, ma con  la capacità di guarire e guidare il suo gruppo con gentilezza e compassione, come una madre. In questo modo, Zhao dà vita a un’eroina che è femminile e femminista, che mette in discussione se stessa e il suo ruolo.  Anche la scelta di Makkari, interpretata dall’attrice sorda Lauren Ridloff, è orientata in tal senso: per la prima volta, sullo schermo viene mostrata un’eroina – nei fumetti un uomo – la cui disabilità non è però l’unica lente attraverso cui il pubblico la vede e conosce, a dimostrazione che una rappresentazione non abilista o pietista è possibile e doverosa. Nel film, inoltre, il personaggio di Thena, interpretato magistralmente da Angelina Jolie, porta sullo schermo un’eroina granitica, forte e luminosa e al contempo fragile e spaventata dalle oscurità della sua mente. A eccezione di Iron Man 3, nessuno dei precedenti film Marvel aveva affrontato il tema della salute mentale con tale chiarezza.

 

L’inserimento di culture diverse, come gli omaggi al cinema di Bollywood con Kingo, o la scelta di rappresentare non Atene o Roma, ma Babilonia in Mesopotamia come una delle città più sviluppate dell’antichità, svelano l’intenzione della regista di allontanarsi dalla visione occidentale e limitata dell’Europa come unica zona civilizzata del mondo antico, per dar vita invece a un incontro tra Oriente e Occidente, in cui la bellezza di civiltà e popoli lontani da quelli europei viene celebrata e rappresentata senza stereotipi.

 

Nonostante la coralità sia un tratto essenziale di Eternals e nessunə dellə protagonistə prevale, l’eroina che forse più di tuttə incarna lo spirito con cui Chloé Zhao ha diretto il film è la Sersi di Gemma Chan. Compassionevole, insicura, dedita allə amicə e capace di grandi atti di sacrificio, Sersi è un’Eterna profondamente umana, a testimonianza della complessità dei personaggi sullo schermo e di come i tempi stiano cambiando. In generale, tutti gli Eterni sono figure contraddittorie, sbagliano, si allontanano e si riuniscono. Le loro dinamiche di gruppo sono opposte a quelle degli Avengers, perché lì dal singolo bisogna arrivare al gruppo; qui invece, complici i millenni trascorsi insieme, gli Eterni sono già una famiglia, percorsa da dubbi e litigi, ma con un proposito comune.

 

 

 

EternalsLibero arbitrio e destini già scritti

 

Senza fare spoiler, Eternals affronta tematiche morali ed etiche, cercando di dare una risposta alla domanda “perché siamo qui?” e al contempo mostrando che, al di là della risposta, una scelta è possibile. Gli Eterni riprendono in mano le redini della loro storia, si ribellano a un destino già scritto, perché al di là delle origini di un individuo, sono le nostre scelte e il modo in cui scegliamo di vivere che determinano chi siamo. La libertà di vivere al di fuori di schemi già prestabiliti, di infrangere un destino già tracciato, è al centro delle ultime produzioni Marvel (basti pensare a WandaVision e alla riscrittura di Scarlet Witch), ma è in questo film dalle proporzioni bibliche e dai toni sublimi ed epici che viene mostrato con chiarezza. Guidati da Ajak, gli Eterni dovranno trovare il loro personale proposito di vita, la ragione per cui vivono, in maniera non dissimile da noi umani. Ecco perché le numerose questioni etiche, ambientali e filosofiche contribuiscono ad arricchire una sceneggiatura complessa, intensa e regalano un film che è un’ode al genere umano, alla grazia e alla bellezza delle nostre vite, ma anche un invito a non dimenticare gli orrori di cui siamo statə capaci, la violenza di genocidi come quelli contro le popolazioni del Centro America, le distruzioni seguite dall’uso improprio delle tecnologie più avanzate. Un discorso interessante sulla natura dei Devianti poteva essere oggetto di maggior approfondimento ma, purtroppo, è stato sacrificato nella visione complessiva del film. Un’occasione mancata, ma che potrebbe essere maggiormente approfondita in un sequel.

 

Eternals è un film complesso, stratificato, che smorza le scene d’azione per dar modo al pubblico di osservare le interazioni tra i personaggi, che porta sullo schermo eroi ed eroine mai vistə prima, che fa dell’amore e della compassione verso il prossimo la lezione più bella e importante. È un film che ci porta nella Fase 4 del MCU entrandovi a passo leggero, ma incisivo. È l’inizio di una nuova era che guarda all’eternità e che ha appena iniziato a svelarne la bellezza.

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