Fatti Intrattenere,  Serie TV

Arcane – la recensione della trasposizione di LoL di Netflix

Arcane è la trasposizione Netflix dell’omonimo videogioco dell’universo di LoL (League of Legends), prodotta da Riot Game e Fortiche. La prima stagione è composta di 9 episodi, una seconda è già stata annunciata e al momento è uno dei prodotti più visti dagli abbonati di Netflix.

 

Trasporre un prodotto da un medium a un altro è un’operazione che genera spesso conflitti e risultati scadenti o non soddisfacenti (Final Fantasy, Assassin’s Creed e il prequel di World of Warcraft ne sono un esempio), non soltanto per il binomio letteratura scritta/cinema ma anche, e soprattutto, per il mondo videoludico. Negli ultimi anni, proprio grazie alle piattaforme streaming, con Netflix in testa, la trasposizione di materiale videoludico ha portato a ottimi risultati, basti pensare al successo di serie come Castlevania e The Witcher. Con Arcane possiamo affermare di essere davvero a un livello superiore.

 

 

Arcane – la trama

 

 

Il tentativo di rivolta della città sotterranea per l’indipendenza dalla ricca città di Piltover porta alla morte di numerosi rivoltosi, tra cui i genitori delle sorelline Vi (Hailee Stanfield) e Powder (Mia Sinclair Jenness). Cresciute da Vender, leader della fallita ribellione, le due imparano a sopravvivere tra i vicoli della città di Zaun facendo uso dell’abilità nel combattimento di Vi e dell’ingegno di Powder per le trappole esplosive. Ma nell’ombra trama Silko (Jason Spisak), signore del crimine e ricco produttore di Shimmer, una sostanza psicoattiva che potenzia le capacità fisiche di un essere umano provocando, d’altra parte, gravi danni e dipendenza. Nel frattempo, nella splendente Piltover, lo scienziato Jayce Talis (Kevin Alejandro) cerca di combinare la scienza e la magia per creare l’Extech, una tecnologia che permetterà di migliorare la vita delle persone. Inizialmente ostacolato dal Concilio, formato dai più potenti e ricchi membri dei clan di Piltover, tra cui il suo mentore, lo scienziato Heimerdinger (Mick Wingert), Jayce riceverà un aiuto inaspettato dalla consigliera Mel Medarda (Toks Olagundoye) per realizzare il suo progetto.

 

In un mondo che è in bilico tra pace e guerra, le storie di questə personaggə si intrecceranno, portando a una rete di alleanze e lotte inaspettate e violente.

 

 

Un conflitto su più fronti

 

Mescolando al meglio animazione tradizionale e CGI, i concept artist della Riot Games e lo studio d’animazione Fortiche hanno dato vita a un prodotto transmediale di altissimo livello. Le coreografie, i combattimenti, il world building e l’intera gamma di personaggə sono curati nei minimi dettagli e contribuiscono a catturare l’attenzione del pubblico nuovo o già fan del videogioco. Anche in questo Arcane risulta vincente: la storia narrata è un prologo degli eventi di Runeterra e ciò permette non solo di far conoscere al meglio la storia a chi non si è mai avvicinato al medium videoludico, ma anche di attirare i fan del gioco con nuovi elementi su un mondo che hanno imparato ad amare.

 

La prima stagione è composta da 9 episodi, rilasciati in tranche di tre ogni sabato nel mese di novembre, e questa costruzione trittica ha permesso la crescita di un climax tra il pubblico, con la possibilità di assaporare le dinamiche tra ə personaggə, le complesse relazioni tra loro e le numerose tematiche della storia. Il conflitto che attraversa Piltover e Zaun è, innanzitutto, un conflitto di classe: da un lato gli abitanti più ricchi, nobili e privilegiati, arroccati nella sicurezza delle loro dimore e totalmente incuranti di ciò che succede al di là del ponte che divide le due zone.

 

Dall’altra i vicoli di Zaun, che brulicano di ladrə, criminali e signori del crimine, in cui l’innocenza dell’infanzia è presto abbandonata e sporcata dal male. Ma a questo si aggiungono i conflitti interni alle due stesse fazioni: a Piltover, la città del Progresso, da tempo si è smesso di creare innovazioni che possano essere davvero alla portata di tuttə, ma il Concilio governa in maniera assoluta, prendendo decisioni che hanno come unico scopo la propria ricchezza e benessere. Allo stesso modo, Zaun è preda dei signori del crimine disposti a tutto pur di arricchirsi, come Silko, mentre lə indifesə della città sono protettə da Vender, ex leader della prima ribellione per l’indipendenza.

 

Innocenza perduta

 

 

In queste lotte Vi e Powder, inizialmente vicine per poi trovarsi su lati opposti del conflitto, sono l’emblema di quanto la violenza e la guerra provochino danni proprio allə più indifesə, allə innocentə. Loro, come moltə bambinə di Zaun diventano adultə molto in fretta, perché apparentemente sembra impossibile mantenere la propria innocenza in un mondo come questo. E su, a Piltover, lə bambinə sono a loro volta manipolatə dai genitori per diventare pedine di un gioco più grande (è il caso di Mel Medarda e di Caytlin), perdendo la propria spensieratezza e crescendo molto velocemente.

 

Arcane non ci offre una storia tenera, a lieto fine; non edulcora la pillola ma mostra la brutalità dei conflitti, la labilità delle alleanze e delle amicizie, la concreta possibilità del tradimento e della violenza continua. È una storia di un realismo brutale e onesto e proprio per questo ancora più riuscita.

 

Arcane è una scommessa vinta su tutta la linea, dal design dell’animazione, alle scelte cromatiche, passando per una storia solida, ben strutturata e in grado di affascinare, per non parlare poi della perfetta colonna sonora, con l’opening firmata dagli Imagine Dragons (che hanno un piccolo cameo nella serie).

 

Arcane è stata già rinnovata per una seconda stagione ed è un bene, perché ne siamo già tuttə un po’ ossessionatə.

Un commento

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

WordPress Cookie Plugin by Real Cookie Banner