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Al confine fra sogno e ragione – Recensione Come True

Film Horror/Scifi/Thriller del 2021 diretto da Anthony Scott Burns, stesso autore dell’horror Our House (2018) ed artista poliedrico che ha iniziato la propria carriera come artista di effetti visivi per film e che, parallelamente all’attività di regista, compone musica sotto lo pseudonimo Pilotpriest.

Sara Dunn, giovane ed introversa teenager dal rapporto travagliato con la propria madre, è tormentata ogni notte da strani ed inquietanti incubi riguardanti un oscuro labirinto ed un misterioso uomo ombra dagli occhi luminosi che appare in ognuno di essi.

Dopo aver letto sulla bacheca scolastica un annuncio riguardante un programma di studi sul sonno a cui è possibile iscriversi e venir pagati, bisognosa di denaro e di una propria indipendenza, decide di sottoporsi a tale esperimento.

Dopo un’iniziale diffidenza, Sara inizia effettivamente a vedere margini di miglioramento del proprio ciclo di sonno riposando nettamente meglio, ma ben presto gli incubi ricompaiono e sembrano estendersi anche agli altri “pazienti” dell’esperimento mentre sonno e veglia si confondono e per Sara è come se non si fosse mai svegliata dall’incubo.

 

 

Analisi lucida di un incubo vivido

È necessario iniziare dicendo che Come True, film canadese del 2021, è un film difficile.

Non perché sia di difficile comprensione, con una trama ed una sequenza degli eventi anacronistica come Memento, o un delirio di follia e mania di persecuzione come in Shutter Island.

Come True è un film complesso perché è difficile rapportarsi con esso, per via di una natura ibrida e dai temi d’impatto.

Pellicola dotata di un’estetica “ottantiana”, una palette cromatica fredda, un taglio delle scene carico di malinconia ed introspezione, ed una colonna sonora ricca di synth ed elettronica retrò, tutti elementi che mirano a trasmettere un senso di disagio e perdizione in una rappresentazione della vita che sembra solo il riflesso di ciò che dovrebbe essere realmente. In questo, Julia Sarah Stone spicca con un’interpretazione magistrale.

 

Immagine presa da madmass.it

Il film inizia con un primo piano ed una sequenza in prima persona di uno degli strani incubi ricorrenti di Sara, un punto di vista onirico che chiunque prima o poi ha avuto modo di sperimentare.

Ciò aiuta ad immergersi nell’ambiente surreale e deviato che sarà parte integrante di Come True.

Il viaggio attraverso la psiche della protagonista, la sua lotta contro un mondo ed una vita che sembrano remarle contro come se tutto fosse sbagliato, immergono totalmente lo spettatore, anch’egli partecipe del malessere ed alienazione cui è soggetta Sara.

La storia prosegue con tutta una sequela di eventi che porterà all’inaspettato quanto sorprendente finale, visionario e destabilizzante.

Il cast stesso del film è costituito da attori e attrici che sebbene siano pressoché ancora in erba dimostrano un certo talento nelle interpretazioni a loro affidate.

Il diamante del film è senza dubbio Julia Sarah Stone, come detto poc’anzi, ma abbiamo anche diversi, sebbene pochi, comprimari che sostengono il ritmo del film ed aiutano a mantenere il senso di mistero che pian piano si andrà a dipanare.

La scelta di un setting ed un’atmosfera anni Ottanta non è casuale. In passato, diversi film e serie tv hanno fatto questa scelta con esiti piuttosto positivi.

Si pensi ad esempio ad It Follows, con cui Come True condivide sia la scelta cromatica fredda e straniante sia una colonna sonora composta da inquietanti synth.

Film dal successo meritatamente raggiunto e consolidato come una pietra miliare dell’horror moderno, sapendo spaventare senza l’ausilio di grossi effetti speciali o mostruosità in CGI.

Perché a conti fatti, gli anni Ottanta sono stati gli anni d’oro per un po’ tutti gli ambiti, partendo dalla musica, passando per il cinema e nello specifico il cinema dell’horror e dello scifi. Proprio per questo, probabilmente Come True ha voluto recuperare tali atmosfere cercando di assicurare alla storia ed al film stesso una marcia in più. Tale scelta si lega benissimo al concept generale del film: unire i suoni e l’estetica vintage di un’epoca passata, quasi magica ma ancora impressa nella memoria collettiva ad una storia che fa del mondo onirico e surreale il suo nucleo vitale.

Come True è un labirinto cinematografico in cui è impossibile non perdersi, dapprima attratti dal fascino puramente estetico e quasi magico, ed in un secondo momento da una storia che non smette di stupire ed incuriosire portandoci ad un ipotetico vicolo cieco per poi svoltare verso la giusta direzione con un plot twist finale assurdo, agrodolce ed impossibile.

Come True, grazie ad una commistione tra forma e sostanza, colpi di scena e capacità recitative considerevoli, è un film riuscito, seppur con varie riserve, più che altro sul piano narrativo. Alle volte forse un po’ troppo criptico, però riuscito.

Si tratta di un film difficile con cui rapportarsi. Si potrà amarlo, odiarlo o rimanere dubbiosi su cosa si sia appena visto, ma di certo non si può restarne indifferenti.

Da vedere se si cerca un film surreale, straniante e che omaggi gli anni Ottanta in modo onesto e sincero, grazie anche a qualche citazione e poster storici disseminati per il film.

Se siete amanti dei lavori di John Carpenter, Inception ed It Follows in primis, allora lasciatevi catturare dal labirinto onirico ed esistenziale che Come True ha in serbo.

 

 

Temi, tratti ed altri deliri esistenziali

Alienazione, senso di inadeguatezza nel mondo: in Come True, la protagonista Sara è una giovane ragazza in preda ad uno stato interiore piuttosto turbolento, depressa, al limite dell’apatia ed ossessionata da strani incubi ricorrenti che la privano del sonno.

Il senso di alienazione dalla realtà, lo straniamento che avverte, non sono però dovuti solo ad un ciclo di sonno/veglia alterato ma piuttosto da diversi elementi che convergono insieme creando una dissociazione nella realtà di Sara, incapace quindi di distinguere il vero dall’incubo, e nella quale si alimenta sempre di più il distacco che avverte fin dall’inizio del film con il mondo che la circonda.

Gli esperimenti cui si sottopone volontariamente, poi, non faranno altro che fugare ogni dubbio di Sara circa la vera natura dei propri incubi e di ciò che si cela oltre il velo tra veglia e sogno.

 

Immagine presa da bloodydisgusting.com

La fotografia, la sceneggiatura e la recitazione rappresentano un trittico di elementi che insieme consentono di sentire ed avvertire dentro di noi l’isolamento e l’abbandono che Sara stessa avverte, estranea ad un mondo che non sente proprio e da cui si può solo scegliere di fuggire.

Senso di vuoto: la vastità della città, gli spazi e gli ambienti visitati da Sara presentano una contrapposizione. Di giorno la palette cromatica è spenta e monotona, monocromatica e dotata di colori asettici. Di notte, invece, la città si colora di Neon e Led sgargianti, ma si tratta solo di una facciata che la accomuna alla monotonia dell’ambiente quotidiano. Entrambe, infatti, sono vuote e privi di vita.  

La vastità non rende necessariamente un luogo accogliente e caloroso; luci sgargianti e bagliori cittadini non vogliono dire vita ma simboleggiano una città ed un mondo artificiale che si è dimenticato delle persone e delle loro vite.

Tutto in Come True appare vuoto e privo di anima: dal cinema in cui Sara guarda un vecchio slasher movie, al laboratorio in cui si svolgono gli esperimenti, le discussioni stesse con i vari personaggi sono asettiche. Il mondo di Come True è un incubo retrò di apatia e privo di quella scintilla vitale a cui Sara stessa anela per dare senso alla propria esistenza.

 

 

Influenze di stile

Come True, come già detto, incorpora dentro di sé diverse anime, varie influenze subite dai capostipiti più istrionici del cinema, nello specifico ecco i seguenti:

Super 8/Stranger Things: sono due opere che hanno fortemente ispirato l’ideazione del film, in virtù di un setting anni Ottanta che richiama l’epoca d’oro dello scifi e dell’horror.

It Follows: così come avviene in Come True, in It Follows viene rappresentata una cittadina isolata e abbandonata a se stessa, alimentando un senso di perdizione ed isolamento che si accentuano ancor più quando la “cosa” priva di forma insegue implacabilmente i malcapitati, e si finisce per sentirsi braccati ed impotenti allo stesso modo dei protagonisti.

The Shining: così come l’iconico Jack Torrance di Shining, anche Sara subirà, nel corso del film, un progressivo mutamento interiore che porterà ad esiti, seppur non nefasti come quelli accaduti all’Overlook Hotel, decisamente fuori dall’ordinario.

Inception: il concetto del mondo onirico come labirinto e luogo in continuo mutamento atto a far smarrire la via anche ai più temerari è stato ispirato da un altro capolavoro del genere: Inception, nel quale ci si sente persi, spaventati e totalmente travolti da qualcosa impossibile da concepire, proprio come in Come True.

 

 

Conclusioni

Come True è un cocktail retro di thriller, horror e scifi che funziona alla grande e coinvolge emotivamente sotto ogni punto di vista. Incute timore con la propria visione distorta dei sogni e di ciò che di potenzialmente potrebbe celarsi in essi, spinge all’empatia nei confronti di Sara e del suo destino, e genera malinconia nello spettatore grazie ad un lavoro scenografico ed una recitazione eccellenti ed avvolgenti.

Come True è un labirinto onirico surreale ed ansiogeno in cui sarà un piacere smarrirsi.

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